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martedì 30 agosto 2016

J.A.P.Z. - Jane Austen Passione Zombie ~ OpinioniNonRichieste


Anno: 2009
Editore: NORD
Pagine: 367
Prezzo: 15.00 €

Il mio rapporto con i classici è sempre stato particolare.
Pur nutrendo una certa ammirazione nei confronti di opere capaci di superare i tempi e le mode, attraversando la loro epoca e tutte quelle che la dividono dalla nostra, per giungere fino a noi, invariati, non posso certo ignorare anche l'abissale differenza che ci separa.
Certo, potremmo metterci qui a pensare un sacco di cose profonde e, cazzo, anche vere su quanto questi libri siano un perfetto esempio di quanto il passato ci pesi sul groppone. O su come l'essere umano, anche dopo secoli e millenni, dimostri di avere le stesse fondamenta, in molti casi. Di quanto queste imperdibili letture aumentino il proprio bagaglio culturale. E di quanto tu possa fare un'ottima impressione sul padre della tua fidanzata, dicendo di aver letto la Bibbia per intero. Davvero, potremmo farlo, e non ci sarebbe neanche niente di male. Ma, davvero, ce n'è ancora bisogno? Ho l'impressione che molte persone non si rendano conto -parlo della mia bella Italia, ovviamente- di quanto ci siano state riempite le teste con queste cose. Lo sappiamo, maledizione. Lo sentiamo dire ai nostri cuginetti più grandi mentre giochiamo con le bambole -o dovrei dire con gli iphone?- e ce lo dovremo sorbire per tutti gli anni scolastici dalla maggior parte degli insegnanti, oltre a quelli di italiano. Perché, spesso, quelli sono i meno peggio. Ma è tutta una questione di fortuna.
Fatto sta che, com'è buon costume, non fanno che ripeterci, ossessivamente, boriosamente, senza possibilità di discussione che leggere i classici è buono, giusto e doveroso.
Ma il bello viene poi quando tu provi a fare una domanda. Cruciale, insolita e di solito inaspettata; "Le è piaciuto leggersi La Divina Commedia per intero?"
E qui non serve essere Cal Lightman per divertirsi un mondo. Li vedi crollare, in difficoltà, tutta la loro boria che si scioglie in mani che si intrecciano nervosamente e risposte palesemente false. Non ho niente contro la cultura e l'incoraggiamento. Ma che bisogno c'è di ripetere qualcosa che ci è stato detto milioni di volte, solo perché questa ripetizione continua ce l'ha fatto sembrare giusto?
Se un pensiero è tuo, personale, innanzitutto lo esprimi a parole tue: è piuttosto facile accorgersi di quando qualcuno ci ripete qualcosa che non gli appartiene. Anche solo perché l'abbiamo già sentito da altre tre milioni di persone.
Secondo poi, se sei davvero convinto di quello che mi stai dicendo, hai delle motivazioni che vanno oltre il 'contribuiscono al tuo bagaglio culturale'. Qualsiasi cosa io impari contribuisce al mio bagaglio culturale, i grandi classici non hanno mica l'esclusiva.

La più grande fregatura dei classici però, non sta tanto nel fatto stesso che siano dei classici. Spesso, le storie e il modo in cui vengono raccontate sembrano più nuove di libri molto più recenti. Questo dipende tutto dalla propria percezione delle cose, e dalla propria esperienza -come è un pò per tutte le cose-. Ma lo stile di scrittura, il modo concreto con cui dobbiamo avere a che fare nel momento in cui ci troviamo ad affrontare un testo scritto vecchio di un paio di secoli è un ostacolo non indifferente. Sorvoliamo per un momento sulla generale ignoranza che contamina l'attuale italiano medio, con laureati che non sanno usare il condizionale e via dicendo. E non concentriamoci neanche su quanto l'italia, soprattutto nel passato ma ancora oggi, abbia amato vantarsi su chi scriveva la frase più fottutamente complicata d'Europa. La stessa struttura grammaticale della lingua italiana è complicata. Ma l'attuale spinta è quella che coincide molto di più con lo stile inglese, britannico e americano che sia, che va verso l'essere diretti. Frasi il più espressive possibile senza tanti giochi di parole superflui e fronzoli inutili, così, tanto perché ci piacciono. Niente di tutto questo è più contemplato come positivo. Alle persone piace capire le cose al volo, così da poterne capire tante in poco tempo. E' inutile che tu continui a scrivere senza avere qualcosa da dire. Il barocco è passato da un pezzo. Se devi dire qualcosa, dilla, e non ci girare intorno. Maledizione. Ergo, il passaggio da un libro di oggi al 'Don Chisciotte' è traumatico.

Ma perché tutto questo papiro introduttivo? Perché ho ceduto alla curiosità. Conoscevo, per sentito dire, Jane Austen e le sue opere.


A little disclaimer: ho interrotto la scrittura di questa recensione ormai mesi fa, e solo ora la riprendo in mano. Se doveste avvertire un cambiamento più o meno pesante nelle tematiche o nel modo di scrivere, sapete perché. Buon proseguimento ~


Niente di particolarmente approfondito, sia chiaro. Solo nomi ripetuti abbastanza spesso da risultare familiari. Sotto la spinta di questa mia naturale curiosità che mi porta a voler conoscere ciò di cui gli altri parlano, ho visto in questo 'Orgoglio e Pregiudizio e Zombie' una possibilità di conoscere -seppur a grandi linee- la storia di Orgoglio e Pregiudizio senza però il peso di uno stile di scrittura diverso da quello odierno. Messe le zampe sul libro mi ci buttai e affascinata dallo stile un pò antico mi persi tra le avventure di Elizabeth Bennett alle prese con l'amore, il rapporto con i genitori ma anche con tutte le altre persone che la circondano, a partire dagli invitati delle feste a cui partecipa. Incantata dal suo carattere forte e allo stesso tempo comprensivo, divertita dalle sue risposte e immersa in profonde riflessioni per comprendere al meglio le sue decisioni, ho finito per farmi coinvolgere così tanto da voler provare a leggere 'Orgoglio e Pregiudizio' per come era stato originariamente pensato. Ecco la forza di queste 'reinvenizoni', la capacità di rendere più appetitose che, purtroppo, ci vengono presentate come vecchie, brutte, pesante e, soprattutto, piacevoli per gli adulti. Che, per un adolescente, spesso e volentieri è il miglior deterrente possibile.
Vi consiglio di provare con questo 'Orgoglio, Pregiudizio e Zombie' -magari col film, che mi è piaciuto tanto quanto il libro, se non vi piace leggere- e chissà, magari voi saprete dirmi se anche a voi ha fatto questo effetto.
In ogni caso, buona lettura ~

Ci risentiremo, promesso.
Laila

lunedì 15 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #337

Io appartengo alle persone a cui voglio bene e loro appartengono a me. Loro e l'amore e la lealtà che provo verso di loro, definiscono la mia identità molto più di quanto potrebbe farlo qualunque altro termine o gruppo.

(Allegiant, Veronika Roth)

domenica 14 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #336

Non ce l'hai una seconda possibilità dopo che sei morto.

(Allegiant, Veronika Roth)

sabato 13 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #335

Se fai finta di niente, forse il giorno se ne andrà.

(Allegiant, Veronika Roth)

venerdì 12 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #334

E' questo che fa l'amore, quando è vero amore: ti rende più grande di quello che eri, più grande di quanto pensavi di poter mai essere.

(Allegiant, Veronika Roth)

giovedì 11 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #333

Ostaggio del proprio dolore, della propria rabbia e dei propri desideri di vederla.

(Allegiant, Veronika Roth)

mercoledì 10 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #332

Mi domando che effetto faccia assumersi volontariamente il rischio di dimenticare tutto.

(Allegiant, Veronika Roth)

martedì 9 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #331

Non confondere il dolore con il senso di colpa.

(Allegiant, Veronika Roth)

lunedì 8 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #330

E' un pò come chiedere come fai a continuare dopo che ti è morto qualcuno. Semplicemente vivi, e il giorno dopo vivi ancora.

(Allegiant, Veronika Roth)

domenica 7 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #329

Se vuoi andare a flirtare con la morte fai pure.

(Allegiant, Veronika Roth)

sabato 6 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #328

E' strano come il tempo possa far rimpicciolire un posto e rendere ordinaria la sua stranezza.

(Allegiant, Veronika Roth)

venerdì 5 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #327

Approccia ancora ogni problema con un punto di domanda invece che con una risposta.

(Allegiant, Veronika Roth)

giovedì 4 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #326

Quando due fratelli si scontrano, si fanno male entrambi nello stesso modo.

(Allegiant, Veronika Roth)

mercoledì 3 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #325

Se qualcuno ti offre la possibilità di avvicinarti al tuo nemico di sicuro non rifiuti.

(Allegiant, Veronika Roth)

martedì 2 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #324

A volte bisogna combattere per ottenere la pace.

(Allegiant, Veronika Roth)

lunedì 1 agosto 2016

◘ Citazione del Giorno ◘ #323

Nessun punto di vista è mai davvero banale.

(La Breve Seconda Vita di Bree Tanner, Stephenie Meyer)