che io cominciai la visione di Angel Beats! molto tempo fa. Un 'tempo fa' di qualche anno. Non lo trovai brutto, semplicemente mi manco la spinta necessaria a portarlo avanti. Qualche tempo fa me ne ricordai e lo ritrovai. Ma non era ancora il momento. Pochi giorni fa, per caso, cominciai a vederlo. E me lo mangiai.
Ecco quindi le mie opinioni sull'anime, presentate con parole chiave:
~Leggerezza - è condito di battute e momenti cominci, solitamente demenziali, che fanno da cornice ad una vicenda invece piuttosto seria, appesantita dalle verità dietro ai personaggi.
~ Brevità - la storia si apre e si chiude tutta in soli tredici episodi, evolvendosi, aprendo parentesi e chiudendole con un ottimo tempismo. Un lasso di tempo assolutamente troppo breve, perché da una parte vorremmo vedere anche cosa viene dopo.
~ Umanità - I personaggi sono tutti ragazzi con un'infanzia difficile, se non traumatica. Questo è un punto centrale sia dell'aspetto psicologico dei personaggi, ma anche dell'incredibile idea di fondo della storia. Una follia umana, in senso positivo.
~ Ambientazione - Le vicende si svolgono tutte in una scuola, nell'aldilà. Quindi, se da una parte la vita dei ragazzi è ambientata in un normale ambiente scolastico, dall'altro le regole del mondo sono molto più simili a quelle di un videogioco. (Impressione rafforzata dal fatto che usano termini da videogioco, come bug).
~ Fantasia - Molte soluzioni di trama sono veramente belle. I creatori non si sono limitati a costruire una situazione sopra le righe, ma hanno fatto sì che i personaggi potessero tener testa a tutta questa stranezza, risolvendo, agendo e reagendo a questo strano mondo in modo altrettanto originale.
~ Tenshi - Alcuni personaggi sono più interessati di altri. Tenshi, Naoi, Yurippe, Yuzuru. Perché hanno delle belle storie, certo, ma anche delle interessanti... reazioni. Tenshi, tra tutti, è il personaggio che più è ambiguo, fra tutti. Un simbolo, se vogliamo, di alcune verità che l'anime ci suggerisce all'orecchio ma su cui possiamo riflettere solo a posteriori, dopo aver riflettuto a fondo.
~ My song - In particolare My Song, ma anche molte altre canzoni dell'anime sono memorabili. E il motivo per cui lo sono, se possibile, lo è ancora di più.
Un tentativo di creare un modello ottimale per dirvi cosa ne penso di questo di quello, ecco cos'è questo. E' acerbo, me ne rendo conto anch'io, ma spero lo apprezziate.
~In conclusione ~
Ho apprezzato questo anime più di quanto mi sarei mai aspettata. Anche se mi mancherà, ho una bella soddisfazione addosso. La storia doveva essere breve e così è stata: mi resta solo la speranza che i creatori vogliano un giorno approfondire il dopo.
Il mio rapporto con i classici è sempre stato particolare.
Pur nutrendo una certa ammirazione nei confronti di opere capaci di superare i tempi e le mode, attraversando la loro epoca e tutte quelle che la dividono dalla nostra, per giungere fino a noi, invariati, non posso certo ignorare anche l'abissale differenza che ci separa.
Certo, potremmo metterci qui a pensare un sacco di cose profonde e, cazzo, anche vere su quanto questi libri siano un perfetto esempio di quanto il passato ci pesi sul groppone. O su come l'essere umano, anche dopo secoli e millenni, dimostri di avere le stesse fondamenta, in molti casi. Di quanto queste imperdibili letture aumentino il proprio bagaglio culturale. E di quanto tu possa fare un'ottima impressione sul padre della tua fidanzata, dicendo di aver letto la Bibbia per intero. Davvero, potremmo farlo, e non ci sarebbe neanche niente di male. Ma, davvero, ce n'è ancora bisogno? Ho l'impressione che molte persone non si rendano conto -parlo della mia bella Italia, ovviamente- di quanto ci siano state riempite le teste con queste cose. Lo sappiamo, maledizione. Lo sentiamo dire ai nostri cuginetti più grandi mentre giochiamo con le bambole -o dovrei dire con gli iphone?- e ce lo dovremo sorbire per tutti gli anni scolastici dalla maggior parte degli insegnanti, oltre a quelli di italiano. Perché, spesso, quelli sono i meno peggio. Ma è tutta una questione di fortuna.
Fatto sta che, com'è buon costume, non fanno che ripeterci, ossessivamente, boriosamente, senza possibilità di discussione che leggere i classici è buono, giusto e doveroso.
Ma il bello viene poi quando tu provi a fare una domanda. Cruciale, insolita e di solito inaspettata; "Le è piaciuto leggersi La Divina Commedia per intero?"
E qui non serve essere Cal Lightman per divertirsi un mondo. Li vedi crollare, in difficoltà, tutta la loro boria che si scioglie in mani che si intrecciano nervosamente e risposte palesemente false. Non ho niente contro la cultura e l'incoraggiamento. Ma che bisogno c'è di ripetere qualcosa che ci è stato detto milioni di volte, solo perché questa ripetizione continua ce l'ha fatto sembrare giusto?
Se un pensiero è tuo, personale, innanzitutto lo esprimi a parole tue: è piuttosto facile accorgersi di quando qualcuno ci ripete qualcosa che non gli appartiene. Anche solo perché l'abbiamo già sentito da altre tre milioni di persone.
Secondo poi, se sei davvero convinto di quello che mi stai dicendo, hai delle motivazioni che vanno oltre il 'contribuiscono al tuo bagaglio culturale'. Qualsiasi cosa io impari contribuisce al mio bagaglio culturale, i grandi classici non hanno mica l'esclusiva.
La più grande fregatura dei classici però, non sta tanto nel fatto stesso che siano dei classici. Spesso, le storie e il modo in cui vengono raccontate sembrano più nuove di libri molto più recenti. Questo dipende tutto dalla propria percezione delle cose, e dalla propria esperienza -come è un pò per tutte le cose-. Ma lo stile di scrittura, il modo concreto con cui dobbiamo avere a che fare nel momento in cui ci troviamo ad affrontare un testo scritto vecchio di un paio di secoli è un ostacolo non indifferente. Sorvoliamo per un momento sulla generale ignoranza che contamina l'attuale italiano medio, con laureati che non sanno usare il condizionale e via dicendo. E non concentriamoci neanche su quanto l'italia, soprattutto nel passato ma ancora oggi, abbia amato vantarsi su chi scriveva la frase più fottutamente complicata d'Europa. La stessa struttura grammaticale della lingua italiana è complicata. Ma l'attuale spinta è quella che coincide molto di più con lo stile inglese, britannico e americano che sia, che va verso l'essere diretti. Frasi il più espressive possibile senza tanti giochi di parole superflui e fronzoli inutili, così, tanto perché ci piacciono. Niente di tutto questo è più contemplato come positivo. Alle persone piace capire le cose al volo, così da poterne capire tante in poco tempo. E' inutile che tu continui a scrivere senza avere qualcosa da dire. Il barocco è passato da un pezzo. Se devi dire qualcosa, dilla, e non ci girare intorno. Maledizione. Ergo, il passaggio da un libro di oggi al 'Don Chisciotte' è traumatico.
Ma perché tutto questo papiro introduttivo? Perché ho ceduto alla curiosità. Conoscevo, per sentito dire, Jane Austen e le sue opere.
A little disclaimer: ho interrotto la scrittura di questa recensione ormai mesi fa, e solo ora la riprendo in mano. Se doveste avvertire un cambiamento più o meno pesante nelle tematiche o nel modo di scrivere, sapete perché. Buon proseguimento ~
Niente di particolarmente approfondito, sia chiaro. Solo nomi ripetuti abbastanza spesso da risultare familiari. Sotto la spinta di questa mia naturale curiosità che mi porta a voler conoscere ciò di cui gli altri parlano, ho visto in questo 'Orgoglio e Pregiudizio e Zombie' una possibilità di conoscere -seppur a grandi linee- la storia di Orgoglio e Pregiudizio senza però il peso di uno stile di scrittura diverso da quello odierno. Messe le zampe sul libro mi ci buttai e affascinata dallo stile un pò antico mi persi tra le avventure di Elizabeth Bennett alle prese con l'amore, il rapporto con i genitori ma anche con tutte le altre persone che la circondano, a partire dagli invitati delle feste a cui partecipa. Incantata dal suo carattere forte e allo stesso tempo comprensivo, divertita dalle sue risposte e immersa in profonde riflessioni per comprendere al meglio le sue decisioni, ho finito per farmi coinvolgere così tanto da voler provare a leggere 'Orgoglio e Pregiudizio' per come era stato originariamente pensato. Ecco la forza di queste 'reinvenizoni', la capacità di rendere più appetitose che, purtroppo, ci vengono presentate come vecchie, brutte, pesante e, soprattutto, piacevoli per gli adulti. Che, per un adolescente, spesso e volentieri è il miglior deterrente possibile.
Vi consiglio di provare con questo 'Orgoglio, Pregiudizio e Zombie' -magari col film, che mi è piaciuto tanto quanto il libro, se non vi piace leggere- e chissà, magari voi saprete dirmi se anche a voi ha fatto questo effetto.
"Never knew I could feel like this. Like I've never seen the sky before."
(Come What May)
[Non sapevo di potermi sentire così. Come se non avessi mai visto il cielo]
Questa è la frase che meglio ricordo del film. E' l'inizio della canzone 'Come What May' una delle diverse cover che Nicole Kidman e Ewan McGregor hanno fatto per il film. Sono passati anni dalla prima volta che mi capitò di vedere questo film, e come molti altri, non l'ho più dimenticato. Ai tempi -inizio del millennio- ricevette una quantità inverosimile di premi e fece battere il cuore di milioni di persone.
Ma disinteressandomi con cattiveria del parere altrui, mi appresto ad esternare il mio amore immenso e completamente irrazionale per questo film. Se infatti, da un lato, riesco ad accettare il fatto che alla fine è una storia d'amore come tante altre, il mio cervello non ammette il fatto che sia semplicemente una storia d'amore.
Il primo indizio di ciò è dato proprio da come il film inizia. Vediamo Ewan McGregor -figone come sempre, ma stanco, con la barba lunga, con la faccia da derelitto- pregno di una sofferenza che ci viene subito spiegata. In pochi minuti veniamo a sapere che il Diamante Splendente, prima ballerina del Moulin Rouge, donna meravigliosa, Satine, è morta. Ed è chiaro come il sole che lui l'amava.
"Suddenly the world seems such a perfect place"
(Come What May)
[All'improvviso il mondo sembra un posto perfetto]
In pratica, la storia inizia svelandoci come va a finire. "Bella merda" è il primo pensiero. Ma la cosa davvero bella è che con l'avanzare del film te lo scordi. Sei talmente preso ad ascoltare la storia, la musica -troviamo un sacco di parti strumentali, oltre alle cover-, le battute che non ci pensi più. E' un film romantico, sì, ma è soprattutto uno spettacolo. Uno spettacolo nello spettacolo. Oltre a raccontare una storia d'amore racconta una realtà, un intreccio di vite e di storie diverse e ci da qualche spunto sui pensieri dei personaggi intorno ai due innamorati. Altro pregio -che avrebbe di che insegnare a certe scrittrici moderne che conosco io- è il fatto di non chiudersi intorno ai due protagonisti. Anche i personaggi che li circondano hanno il loro spazio, grande abbastanza da far sì che facciano ciò che devono. Per mandare avanti la storia sì, ma per renderla anche credibile, in qualche modo.
"Where love is for the highest bidder, there can be no trust!"
(El Tango de Roxanne)
[Dove l'amore è per il miglior acquirente, non può esserci fiducia!]
Altro aspetto incredibile di questo film è la varietà. Di emozioni mostrate, sopratutto. Dopo l'introduzione, la storia ci viene raccontata in ordine cronologico. L'arrivo di Christian a Parigi, l'incontro casuale con una compagnia di attori bohémien, la scoperta del suo talento, il rocambolesco incontro con Satine, lo scambio di persona e l'innamoramento. Vediamo Nicole Kidman innamorarsi di Ewan McGregor mentre lui gli canta "My gift is my song, this ones for you", ovvero "Your Song". L'originale, di Elton John, era una canzone già molto famosa. Ma nel film l'hanno vivacizzata e resa più adatta ad un altro genere di pubblico., più moderno, abituato ad altri ritmi, per così dire. Vediamo quindi tutte le 'fasi' della storia d'amore fra i due, inframezzata da scene divertentissime -Nicole Kidman che si rotola nella coperta mentre Ewan McGregor balbetta le parole della canzone, per dire- e balli assolutamente stupendi.
"How wonderful life is, now you're in the world"
(Your Song)
[Quanto è meravigliosa la vita ora, che tu sei nel mondo]
Ma oltre al divertimento e alla gioia dell'amore, è inevitabile che nella storia di una cortigiana ci sia la gelosia. Una gelosia bruciante, assoluta, che ci viene sbattuta in faccia con la canzone 'El Tango de Roxanne', rifatta dal meraviglioso Jacek Koman, Amo la voce di quest'uomo come se non avessi scelta.
Potrei parlare per ore di questa canzone -cantandola anche, nel mentre- per analizzare le sue parti, la scelta delle parole, le scene che ci sono state costruite e intrecciate nel mentre e tutti i sentimenti e i pensieri legati ad essa. Ma vorrei evitare di tediarvi a tal punto. Così mi limiterò a trascrivermi le parti più belle. Cercando di non metterci tutta la canzone.
"Without trust, there is no love!"
[Senza fiducia, non c'è amore!]
"Jealousy. Yes, jealousy. Will drive you... mad!"
[Gelosia. Sì, gelosia. Ti renderà... pazzo!]
"His eyes upon your face, his hand upon your hand, his lips caress your skin... that's more than I can stand!"
[I suoi occhi sul tuo viso, la sua mano sulla tua mano, le sue labbra che accarezzano la tua pelle... è più di quanto possa sopportare!]
"You're free to leave me, but just don't deceive me, and please believe me when I say I love you!"
[Sei libera di lasciarmi, ma non ingannarmi, e ti prego credimi quando dico che ti amo!]
Scoppia la tragedia. Gli archi incalzano, scorrono le lacrime, scopriamo che le cose andranno in un certo modo, volente e nolente. E quindi vediamo la forza di una donna che, per voler salvare una persona che ama, lo allontana. Altra frase che mi è rimasta incisa nella testa, in lingua originale. C'è Harold Ziedler -proprietario del Moulin Rouge e manager della giovane Satine- che gli dici, testuali parole: 'Hurt him. Hurt him to save him'.
E' bastato poco per distruggere i sogni di una vita migliore per Satine, in molti sensi. Ma 'The Show Must Go On'. [Lo spettacolo deve continuare]. Così, sapendo di non avere altra scelta, da brava attrice Satine prende una decisione. E dopo una meravigliosa versione di 'The Show Must go On' la vediamo procedere col suo piano per salvare l'uomo che ama.
"On and on, does anybody know what we are living for?"
[Ancora e ancora, qualcuno sa per cosa stiamo vivendo?]
"Inside my heart is breaking, my make-up may be flayking, but my smile, still stays on"
[ Dentro il mio cuore si sta spezzando, il mio trucco potrebbe cadere a pezzi, ma il mio sorriso, ancora resta su]
Ma l'amore vince sempre, alla fine. Questa è la speranza che, sotto sotto, tutti coviamo nel cuore. E forse è per questo che, nonostante tutto, Christian torna indietro. Urla, addolorato, la disprezza, ma alla fine Touluse riesce a salvare la situazione con questa frase: "The greatest thing you'll ever learnis just to love and be loved in retun!" [La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare!]. Il cattivo viene sconfitto, lo spettacolo viene concluso -con il pubblico che applaude senza freno- e tutto sembra andare per il meglio. Ma il finale, era già stato scritto all'inizio...
"Want to vanish inside your kiss, every day I love you more and more. Listen to my heart, can you hear it sing? Telling me to give you everything. Seasons may change, winter to spring, but I love you until the end of time."
[Voglio sparire in tuo bacio, ogni giorno ti amo di più. Ascolta il mio cuore, riesci a sentirlo cantare? Mi sta dicendo di darti tutto. Le stagioni possono cambiare, dall'inverno alla primavera, mai io ti amerò fino alla fine dei tempi]
"Suddenly my life doesn't seems such a waste, it all revolves around you"
[All'improvviso la mia vita non sembra uno spreco, tutto gira intorno a te]
"And there's no mountain too high, no river too wide, sing out this song I'll be there by your side.
Storm clouds may gather and stars may collide, but I love you until the end."
[E non ci sono montagne troppo alte, fiumi troppo ampi, cantando questa canzone mi sento lì al tuo fianco. Nuvole di tempesta possono copre il cielo e le stelle possono scontrarsi, mai io amerò fino alla fine dei tempi]
"Come what may, I will love you until my dying day"
[Qualunque cosa succeda, io ti amerò fino al giorno della mia morte]
3-Il modo di fare di Bee. Amo il modo in cui è stata caratterizzata.
4-Lo stile di disegno. Soo fluffy. (Non sono sicura al cento per cento di aver detto una cosa sensata.)
5-PuppyCat. In generale. CIOE'
6-La lunghezza degli episodi. (Che si aggira intorno ai 5 minuti)
7-E' un progetto nato grazie a Natasha Allegri, che -oltre ad aver ottenuto i fondi grazie ad un crowdfounding, per riuscire a portarlo avanti- ha contribuito anche a creare Over the Garden Wall. E' una dannata garanzia, questa donna.
8-Essendo in inglese, potrebbe esservi utile per migliorare la vostra conoscenza della lingua. (Se vi servono, potete trovare i sottotitoli in italiano sulla pagina facebook SubToon) Per ora, sono usciti soltanto quattro episodi, quindi è ancora difficile farsi un'idea completa della serie. Ma perché non dargli una possibilità? Questa è la vera domanda! Il cartone lo trovate anche su CartoonHangover.
Titolo: Kill la Kill Genere (secondo Wikipedia): Azione, Commedia Drammatica, Science Fantasy 1° TV: 3 ottobre 2013 Episodi: 25 (24 + 1 OAV) Durata: 20 min. l'uno circa Episodio7 - Un Perdente che non Posso Odiare: Satsuki-sama, beccate questa! Gli uomini sono meglio di quello che pensi te! *Soddisfazione moment*. Anche se ho sofferto un po' vedendo l'acconciatura della mamma di Mako...
Episodio8 - Mi Asciugherò le mie Stesse Lacrime: OMMDDIO UN PG CON IL POTERE DEL SADOMASOH. "Anche se dovessi versare una lacrima, me la asciugherei da solo!"
Episodio 9 - L'Occasione della Vita: Gamagoori è la perfetta interpretazione di un un concetto deviato dell'amore e della dedizione. Ma è anche la più alta forma di lealtà che io abbia mai visto in un personaggio. Episodio 10 - Voglio Saperne di più Su di Te: "Si evolve troppo in fretta"
Episodio11 - Non Sono la Tua Donna Pucciosa: SARTE INCOMING
Episodio 12 - Sputa via la tua Tristezza: Selfcontrol. L'importanza, del selfcontrol.
Episodio 13 - Sentirsi come un Rosa Spoglia Quando mi Sei Accanto: ...Ormai non so più che dire. Cioè. E'... epico. Sorprendente. Si presta molto a letture su diversi livelli.
Titolo: Mission Impossible
Anno d'uscita: 1996
Genere (secondo Wikipedia) : Azione, Spionaggio, Thriller
Genere (secondo me): NessunoèQuelCheSembra
Regista: Brian de Palma
Attori protagonisti: Tom Cruise, Jon Voight, Emmanuelle Bèart
Sono rimasta piacevolmente sorpresa dal fatto che questo film non mi abbia fatto schifo. Anzi, è piuttosto carino. Anche se la scena dell'elicottero in galleria mi ha lasciata piuttosto basita. Nonché divertita. Quindi poco male.
Titolo: Steven Universe Genere (secondo Wikipedia):avventura, azione, commedia drammatica, fantasy, magia, sentimentale, fantascienza 1° TV: 4 novembre 2013 Episodi: 71 (in corso) E LA PIOGGIA. E LE NUVOLE. E IL CLUSTER. E OMMIODDIO PERIDOT, E SERVANT PEARL.
Titolo: Il Racconto dei Racconti
Anno d'uscita: 2015
Genere (secondo Wikipedia) : Fantastico, Drammatico
Genere (secondo me): Fantasioso,
Regista: Matteo Garrone
Attori protagonisti: Salma Hayek, Vincent Cassel, Toby Jones Incredibilmente crudo e sorprendente. Adoravo questo film prima di averlo visto: l'ho amato alla follia per la sua capacità di prendermi alla sprovvista -sia parlando di trama che parlando di immagini- e continuerò a parlarne con qualsiasi essere umano disposto ad ascoltarmi finché qualcuno non mi tapperà la bocca. Sì, insomma, mi è piaciuto.
Kill la Kill: ep. 14-16/25
Il finale di stagione è pieno di colpi di scena. E i vostri sentimenti sono a rischio, se rientrate in quel circolo di anonimi chiamati 'fangirl/boy'. Pay attention.
Titolo: L'Amore non Va in Vacanza
Anno d'uscita: 2006
Genere (secondo Wikipedia) : Commedia, Romantico
Genere (secondo me): Sono d'accordo con Wiki, oggi.
Regista: Nancy Meyers
Attori protagonisti: Cameron Diaz, Jude Law, Kate Winslet, Jack Black A-D-O-R-A-T-O. Ho riso tantissimo e mi sono affezionata ai personaggi, cosa che non succede sempre. E' una commedia semplice, diretta, efficace, uno di quei film leggeri che vi permettono di passare un paio d'ore in allegria senza troppo impegno, senza bisogno di lobotomizzarvi il cervello.
Titolo: Le Amiche della Sposa
Anno d'uscita: 2011
Genere (secondo Wikipedia) : Commedia
Genere (secondo me): Lotomization-Time.
Regista: Paul Feig
Attori protagonisti: Kristen Wigg, Maya Rudolph, Rose Byrne A proposito di lomotomizzazione. Non so da cosa sia dipeso, se dal fatto che effettivamente questa sia una commedia ridicola o se quel giorno ero particolarmente in vena di odiare le cose, fatto sta che questo film proprio non l'ho digerito. Come accadde a suo tempo (un paio di mesi fa?) con 'Accidental Love' (Cosa non è quel film), non sono riuscita a finir di vedere questo film. Ho resistito per 20 minuti scarsi. Durante i quali mi sono stati proposti una tale quantità di clichè e di sketch aridi e idioti che anch'io -con il mio senso dell'umorismo piuttosto di merda, a detta non mia- non sono riuscita a riderci su. E infatti non l'ho visto del tutto e non ho in programma di farlo in questo decennio. E possibilmente anche in questo secolo.
Titolo: I Rec U
Anno d'uscita: 2012
Genere (secondo Quinlan.it perché su Wikipedia non c'è. Ovviamente) : Commedia, Fantasy, Horror, Sentimentale, Teen Movie
Genere (secondo me): SonoTroppoFigoperEssereRacchiusoinPochiAggettivi.
Regista: Federico Sfascia
Attori protagonisti: Dolphine Lundgren, Federica Bertolani, Guglielmo Favilla, Lorenzo Porzi, Massimiliano Torti, Michele Senesi, Terry Gilliam Dalle stalle alle stelle, come si suol dire: eccovi un film italiano, a basso budget, che supera di gran lunga il sopracitato 'Le Amiche della Sposa', che pur disponeva di mezzi molto superiori. Uno schiaffo morale non indifferente, direi. Parlare di I Rec U, per una giovincella come me, non è molto semplice. Sembra infatti che questo film riproponga elementi di anni passati, quasi come fosse un omaggio (cosa che probabilmente, in parte, vuole anche essere), ma essendo io un'appassionata e non una profonda conoscitrice del cinema, non saprei. Ordunque, cosa può piacere di I Rec U a qualcuno di ciovane e ignorante come me? Senza dubbio la stranezza dei modi in cui ci viene presentato il film. Le fantasie del protagonista, ad esempio ci vengono mostrate palesemente, facendoci capire che non si tratta di eventi reali grazie ad un effetto a mostrandocelo poi. Elementi che riconosciamo, istintivamente, come italiani, ma che sono lontani al cinema italiano a cui siamo abituati. La trama stessa è intrigante, ma anche il progressivo cambiamento del film. All'inizio sembra un film molto più leggero, più tendente ad un film leggero e spensierato puro e semplice che altro. Ma il film matura con l'avanzare della storia, pari passo con il protagonista e dando la possibilità di abituarsi a questo strano e atipico film. E smetto di parlarne così, a muzzo, altrimenti non finisco più.
Titolo: Steven Universe Genere (secondo Wikipedia):avventura, azione, commedia drammatica, fantasy, magia, sentimentale, fantascienza 1° TV: 4 novembre 2013 Episodi: 72 (in corso)
Unico episodio in cui ho sentito fortissimo il fatto che questo cartone sia stato fatto per i bambini. Ma l'episodio è bello lo stesso.
Titolo: One Day
Anno d'uscita: 2011
Genere (secondo Wikipedia): Sentimentale, Drammatico
Genere (secondo me): TiAmmazzoLaVitaaColpidiDrammoni
Regista: Lone Scherfig
Attori protagonisti: Anne Hathaway, Jim Sturgess Questo cuore mi fa male al film. Giuro. Sì, l'inversione è stata volontaria. Ma chiedermi di parlare razionalmente di questo film è come se dovessi parlare razionalmente di quanto voglio bene al mio peluche Briciola. I CAN'T. (E io non sono tipo da romantici. Non voglio immaginare chi ama questo genere)
Titolo: Espiazione
Anno d'uscita: 2007
Genere (secondo Wikipedia): Sentimentale, Drammatico
Genere (secondo me): AAAAAAAH
Attori protagonisti: Keira Knightley, James McAvoy
Dare un nuovo senso all'espressione "Sensi di Colpa". E non aggiungo altro. C'è anche il libro, omonimo, scritto da Ian McEwan. Ci metterò sopra le zampe. E soffrirò ancora.
Titolo: Il Curioso Caso di Benjamin Button
Anno d'uscita: 2008
Genere (secondo Wikipedia): Drammatico, Romantico, Fantastico
Genere (secondo me): Wiki ci ha preso.
Attori protagonisti: Brad Pitt, Cate Blachett La trama generale la conoscono tutti. E' affascinante vedere il modo in cui è stato trattato, in particolare il significato fortissimo del finale. Tanto di capello, insomma.
Titolo: Steven Universe Genere (secondo Wikipedia):avventura, azione, commedia drammatica, fantasy, magia, sentimentale, fantascienza 1° TV: 4 novembre 2013 Episodi: 73 (in corso) Soffro. Tantissimo. Ma sono felice che Peridot stia cominciando a capire i meccanismi del mondo. Grande recupero dall'episodio precedente. YEY.
Titolo: Over the Garden Wall Genere (secondo Wikipedia): Fantastico, Avventura, Commedia, Horror 1° TV: 2014 Episodi: 10 Durata: 10 min. l'uno Ho parlato di questa perla luccicosa anche quà: BelliSiete! Il maggior pregio? I personaggi figosi e strani, spesso ridicoli.
Titolo: Breaking Bad, Stagione 3
Anno d'uscita: 2010
Genere (secondo Wikipedia) : Thriller, Drammatico
Episodi: 13 (Io ne ho visti 6!) Durata: 45 min circa
Attori protagonisti: Bryan Cranston, Anna Gunn, Aaron Paul Avevo visto le prime due stagioni parecchio tempo fa. Forse l'estate scorsa. Forse questa. Non ne sono sicura. Credo questa. Mmmh. Non saprei. Mi aveva colpito molto la prima stagione, che avevo cominciato a vedere grazie a Synergo, che ne aveva parlato in maniera decisamente positiva. Mi aspettavo tutt'altro -anche a causa del fatto che non sono molto esperta di serie tv. Ho visto The Vampire Diares, Il Trono di Spade, questa e una parte delle prima stagione di Prison Break e stop. Quindi, effettivamente, non avevo mai visto un prodotto seriale drammatico. Quindi mi permetto di riservare le mie opinioni per quando arriverò alla fine della serie!
Titolo: Great Teacher Onizuka Genere (secondo AnimeClick): Scolastico, Commedia Demenziale 1° TV: 1999 Episodi: 43 (dal 30 al 40, stavolta!) Durata: 23 min circa (tranne il primo che dura 46min)
Sono stata convinta a vedere questo anime -nonostante io avrei voluto prima leggere il manga- da un'amico, che lo ama a livelli inconcepibili. Adoro Onizuka. Amo il modo in cui decide di insegnare ai suoi alunni -e agli spettatori-. E ho riso fino all'illegalità. Se volete assassinare la vostra milza a forza di ridere... prego.
Le Belve. E' un film del 2012 che ho cominciato a vedere ma... 6 minuti sono decisamente pochi per farsi un'idea del film, quindi ne parlerò nel post del prossimo mese!
Eeeeed ecco la seconda parte di questo post dall'utilità relativa, ma che mi ha divertita un mondo fare. Potrebbe diventare una specie di rubrica. Forse. Probabilmente.
(Sì. L'ennesima rubrica senza periodicità. Yeeeeah!)
16- I giudizi di Satsuki. Dice un sacco di frasi ad effetto bellissime da ripetere e riutilizzare.
17- Senketsu versione Lame Vibranti (un nome che è UNUNIVERSO).
19- Il trattamento che Satsuki riserva ai suoi alleati più vicini, in netto contrasto con quello che applica ai suoi sottoposti.
20- La Grande Sarta. Un personaggio davvero agghiacciande. 21-This.
22- La quantità illegale di colpi di scena nella parte finale dell'anime. In particolare nell'ultima decina di puntate.
23- L'evoluzione del personaggio di Ragyo, madre di Satsuki, agli occhi dello spettatore.
24- Il rapporto tra Ryuuko e Sunketsu.
25- NUDISTO BICH
26-DITTIARU 26- La OST di Ragyo Kiryiun. 27- I cambiamenti di dimensioni di Gamagoori. Completamente randomici. 28-Senketsu che piange. IL FOTTUTO FINALE OMG NON CE LA FACCIO A TROVARE LA VOGLIA DI VIVERE SONO ARRIVATA ALLA FINE AIUTOH. Questo anime fa una cosa: travolgerti il cervello di avvenimenti e distruggerti l'anima con i finale. Il mio piccolo cuore fangirlante sta faticando tantissimo a sopravvivere. Ma... ce la faremo. Anche questa volta. Forse.
Per colpa di mia madre -non quella biologica, ma è un dettaglio trascurabile- ho cominciato a vedere Kill la Kill. E... bé, non è affatto male. Insomma, è bello. E ti fa sbroccare. Un filino. Il fatto che io tenda al fangirlismo per qualsiasi cosa non è rilevante. 1- La critica sociale alla società giapponese.
11- L'acconciatura della mamma di Mako nell'episodio 7.
12- IL TIPO COL POTERE DEL SADOMASO DI CUI NON VI SVELO IL NOME.
13- "Anche se dovessi versare una lacrima, me la asciugherei da solo!" 14- La voce di Gamagoori. 15- Le risposte scazzate di Ryuuko.
Faccio questo post con una menzione speciale a mia madre (non biologica, but details) che mi ha convinto a vedere questo anime. Vi mostro la sua lista di buone ragioni per vedere Kill la Kill:
1- La caratterizzazione generale dei personaggi
2- L'epicità di Satsuki
3- Mako (2cute4u)
4- C'È UN PERSONAGGIO IL CUI POTERE È IL SADOMASO.
Non troppo tempo fa ho visto "Il Racconto dei Racconti", un film che mi aveva incuriosito moltissimo sin da quando ne avevano annunciato l'uscita. Poi ne aveva parlato Synergo -che, come è noto a chi lo segue, non apprezza particolarmente il fantasy (<--- Eccovi un ottimo esempio di 'eufemismo') - e soprattutto ne aveva parlato bene. Non ho quindi potuto fare a meno di metterci sopra le zampe -e gli occhi- appena ho potuto.
Titolo: Il Racconto dei Racconti
Regista: Matteo Garrone
Durata: 125 min
Anno d' Uscita: 2015
Soggetto: Giambattista Basile (Lo Cunto de li Cunti)
Il buon vecchio Garrone -ammesso che l'idea di base sia stata sua- ha ripescato una vecchia gloria barocca (yep, Lo Cunto de li Cunti è datato 1600!), di origini napoletane e tra i vari racconti (tra cui quello di Cenerentola, che in realtà si chiamava Zezzolla. Sì, ho riso tantissimo anch'io nel scoprire ciò) ne ha scelti tre. Probabilmente i più spettacolari. O forse i più sanguinari. Difficile da dirlo, non avendo letto il libro. Cosa che però farò a breve perché ho scoperto che la biblioteca della mia città funziona a dovere. *Risata*
Ma parliamo del film. Il film è bello. E per 'bello' io intendo che è riuscito a fare le seguenti cose:
1) Intrattenere. Che è fondamentalmente uno degli scopi principali dei cosiddetti "mezzi d'intrattenimento".
2) Raccontare. Sì, sembra quasi che io stia esageratamente sfruttando il titolo del film per parlarne ma, ehi, this is the life. E il film riesce proprio a farci seguire le tre vicende in contemporanea, saltando dall'una all'altra senza mai annoiare, stancare o confondere. E questo già non è poco. Un po' come in Cloud Atlas, altro film che ammmo.
3) Far Immergere. Che sia per i meravigliosi paesaggi (ci sono alcuni frame che varrebbero la visione dell'intero film), per le musiche sublimi o perché il film è semplicemente fatto bene, ma ho passato due ore a fissare lo schermo, emozionandomi senza mai stancarmi. Colpa anche forse delle ambientazioni medieval-fantasione che sono fondamentalmente le mie preferite.
4) Sorprendere. Ci tengo molto a fare il focus su quest'aspetto: è ormai abituale dire "non c'è più niente di nuovo" o "non c'è più nulla da inventare" o cose simili. Si è quindi ormai abituati a pensare che non si sia più in grado di creare qualcosa di nuovo semplicemente perché si ha l'impressione di aver già visto tutto. Sorvolando ora sul fatto che Garrone ha fatto una cosa piuttosto bella; ha preso qualcosa di vecchio -quattrocento anni non son mica pochi!- e l'ha usato come base per creare qualcosa di nuovo. Ma la domanda che mi pongo io, e che vorrei porgere anche a voi è: come possiamo dire che qualcosa che non esiste è stato ideato? Per farmi capire: prima che fosse inventata, qualcuno sapeva forse dell'esistenza della mongolfiera? O del telefono? Della radio? Del computer? Del reggiseno?
Ora. Il gusto personale è fondamentale e sacrosanto, e sinceramente non conosco l'opinione del pubblico in merito a questo 'Il Racconto dei Racconti'. Sì, vivo leggermente fuori da queste cose. Perché mi piace scoprire le cose da me e parlarne con chi mi è vicino, piuttosto che farmi il sangue amaro leggendo di una marea di persone che -esattamente come me- non sanno niente di cinema e ne parlano come se fossero dei critici o degli esperti. Cosa che non sono. Questo non significa certo che un appassionato ne debba per forza sapere di meno rispetto ad un critico -laddove i due ruoli non coincidano- ma è pur sempre vero che su internet, la maggior parte del tempo, non sappiamo nulla di chi scrive/parla. Quindi... amen! Ho amato questo film dall'inizio alla fine e in ogni suo aspetto. Anche la parte più brutale l'ho apprezzata, e forse è proprio uno dei punti forti di questo film. E per la cronaca: Viola mi sta sulle palle a livelli allarmanti. Tantissimo. Troppissimo. Non perché non l'abbia capita, o perché non abbia senso ciò che ha fatto. Per carità, chi sono io per giudicare. Ma ha fatto più strage lei che la regina sciroccata. Non che Dora sia meglio, per inciso.
In effetti...
Ora che ci penso mi rendo conto che i personaggi principali delle tre vicende sono estremamente negativi. Nel senso che fanno più danni loro che Mrs Fletcher. E forse questo loro essere egoisti e sbagliare, ma continuare ad andare avanti me li ha resi così familiari ed apprezzabili.
Per concludere...
Il Racconti dei Racconti è un film crudo, visivamente pieno, che diverte, spaventa e meraviglia in egual misura. Io lo consiglio a tutti, ma sono sicura che 'Tutti' non mi darà ascolto.