lunedì 4 aprile 2016

NuncaTraducida ~ MaiTradotti ~ NeverTranslated #2

Mentre il mio pc decide di funzionare un pò come gli pare -ogni tanto non si sente più il volume, non carica più i video di nulla, anche se internet funziona- io ho deciso di mettermi qui a scrivere un altro post. La cosa bello però è che sì, ho voglia di scrivere. Ma non ho idea di cosa. Così, da brava persona pigra che comincia le cose e non le finisce, sono andata a riguardare tutte le vecchie rubriche a cui avevo dato inizio ma non seguito. E visto che, ahimè, una delle cose che adoro più fare è lamentarmi... direi che possiamo iniziare.

Per cominciare, vorrei presentarvi la saga a cui l'oggetto delle mie lamentele appartiene. Le "Cronache delle Giungle della Pioggia" (questa lungaggine nel dare nomi mi ricorda R.R. Martin), sono un ciclo di quattro libri scritto da Robin Hobb, scrittrice statunitense di una certa esperienza che si dedica soprattutto al Fantasy.

L'avevate mai vista?

Scoprii la serie per caso. Alle medie -anni e anni or sono- avevamo questo laboratorio di lettura con un'insegnante meravigliosamente piena d'idee e voglia di fare. Un anno ci portò alla Fiera del Libro a Roma. E, secondo voi, su quattro piani pieni di carta stampata, potevo io tornare a casa col portafoglio intatto? Fu così che scelsi il primo volume della serie: Il Custode del Drago. Ventidue euro davvero ben spesi. L'anno successivo scoprii che era uscito un seguito -Il Rifugio del Drago- e corsi a mettere le zampe anche su quello. Da allora, continuai a tenere d'occhio la serie grazie ad internet. E se per il terzo volume non ci furono problemi... la Fanucci, per il quarto, decise di farmi uno scherzetto. A distanza di cinque anni dall'uscita del volume in lingua originale, infatti, Blood of Dragons, capitolo conclusivo della saga, è tutt'ora inedito in Italia.

Soffro un pò ogni volta che la vedo.

Ora. Oltre al fatto che la Fanucci mi ha fatto davvero un bello scherzetto perché, andando su Wikipedia, guardate cosa m'è saltato all'occhio...

Cronache delle Giungle della Pioggia[modifica | modifica wikitesto]

Il destino della covata dei draghi nati deformi nelle Giungle della Pioggia sembra segnato da quando il drago Tintaglia li ha abbandonati. Decisi a riconquistare ad ogni costo lo splendore di un tempo, i draghi, scortati ognuno da un proprio custode, risalgono il fiume delle Giungle della Pioggia alla ricerca della favolosa città di Kelsingra.

Trilogia di Fitz e del Matto.[modifica | modifica wikitesto]

Comincia dieci anni dopo gli eventi narrati nella Trilogia dell'uomo ambrato, ed è contemporanea alle Cronache delle Giungle della pioggia.
  • L'assassino. Il ritorno (Fool's Assassin, 2014) (Sperling & Kupfer, 2015)
  • Fool's Quest (2015)
  • Assassin's Fate (working title, forthcoming, 2017)

E' ovvio che la Fanucci abbia rinunciato ai diritti sulla Hobb e che la Sperling & Kupfer li abbia acquistati. Ma, a quanto pare, nessuna delle due case editrici si è preoccupata di dire: "Ehy. Ma le Cronache le vogliamo lasciare davvero incomplete? Vogliamo davvero distruggere così uno spicchio di tanti piccoli cuori italiani?" Non credo che avremo mai risposta. 

Certo, resta sempre la possibilità di leggere il volume in inglese. Ma ho due obiezioni a tal proposito.
A) L'inglese e l'italiano sono due lingue molto differenti, soprattutto in fatto di grammatica e di varietà. Nonostante ogni lingua abbia il suo fascino e i suoi pregi -e ciò, come tutti gli assoluti generici, è vero e indiscutibile- è scontato che, per un italiano, leggere in inglese abbia un effetto diverso, per quanto conosca bene la lingua. E questo non è neanche il mio caso, per di più. Se dato in mano ad un buon traduttore, un romanzo tradotto può rendere anche meglio che in lingua originale. E questo, ovviamente, può valere anche al contrario.
B) Lo stile di scrittura della Hobb punta al realistico. E' incredibilmente complesso e concreto, tanto che spesso viene accostata a George R.R. Martin e non solo da me, e questo renderebbe la lettura -già potenzialmente faticosa in italiano- estremamente difficile in inglese. Almeno per me. 
Ergo, il gioco non vale la candela. Preferisco lamentarmi qui ed informarmi sullo stato attuale delle cose, per poi magari provare ad esortare le case editrici per vedere se si riesce a fare qualcosa. 

La speranza è l'ultima a morire! Quindi, se avete lamentale simili da fare, fatele. Sarò pronta ad ascoltarvi e a lagnarmi con voi, in ogni momento.

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