lunedì 31 luglio 2017

◘ Citazione del Giorno ◘ #348

Il mio corpo di adolescente diventava danza e quella danza diventava amore.

(Innamorata di un Angelo, Federica Bosco)

domenica 30 luglio 2017

◘ Citazione del Giorno ◘ #347

Mio padre era dinamico come un blocco di cemento e autosufficiente come un bambino di tre anni.

(Innamorata di un Angelo, Federica Bosco)

sabato 29 luglio 2017

◘ Citazione del Giorno ◘ #346

In fotografia finisci sempre per sorridere anche se preferiresti che ti sparassero.

(Innamorata di un Angelo, Federica Bosco)

venerdì 28 luglio 2017

◘ Citazione del Giorno ◘ #345

Nel migliore dei casi, la fiducia è un atto di imprudenza. Nel peggiore, è un buon modo per farsi ammazzare.

(Fallen, Lauren Kate)

giovedì 27 luglio 2017

◘ Citazione del Giorno ◘ #344

L'unico modo per sopravvivere all'eternità è saper apprezzare ogni momento.

(Fallen, Lauren Kate)

martedì 25 luglio 2017

lunedì 24 luglio 2017

◘ Citazione del Giorno ◘ #341

Il tempo è un lusso che non ci appartiene.

(La Breve Seconda Vita di Bree Tanner, Stephenie Meyer)

domenica 23 luglio 2017

sabato 22 luglio 2017

venerdì 21 luglio 2017

Dragons ~ Prologo | RaccontaciUnaStoria... #7

PREMESSA

Dragons è un casino. E' un 'romanzo' -vorrebbe diventarlo- che sto scrivendo dal lontano 2012 e che è cambiato insieme a me. Per questo ci sono molto affezionata e per questo vi chiedo di essere quanto più critici e prolissi riusciate ad essere nel dirmi le vostre opinioni al riguardo. Voglio migliorarlo fino a renderlo nella sua forma migliore, quindi ho bisogno anche di voi. Grazie.

Dragons
Prologo


Immobile, allibita, lo sguardo che viaggiava tra il cielo e l’uomo di fronte a me. Lui sorrise, mentre il suo corpo cominciava muoversi, a crescere. Lo vidi diventare un drago. Con una fitta di nostalgia, lo vidi anche sbattere le ali e sollevarsi in cielo. Non credevo ai miei occhi.
-Non è possibile...- mormorai.
‘Invece lo è…’
Sobbalzai al sentire quella voce tranquilla; era nella mia testa. Così chiara, così vicina. Niente a che vedere con una classica chiacchierata. Tutta la mia attenzione era concentrata sulle sue parole, sui toni vagamente sospirati ma più chiari del normale. Avvertii il suo tono rassicurante e il suo vago divertimento come se fossero i miei.
-Quindi... tutto quello che mi hai raccontato è vero? Il nostro passato, la verità sul nostro sangue, la follia di quell’uomo...- gesticolai, ancora incerta.
-Sì-
Un brivido mi percorse la schiena. Quella voce possente, rimbombante, era la voce di un drago. Pregna di una sicurezza, di un senso di stabilità fuori da ogni realtà che io conoscessi. Il sogno di una bambina che diventava realtà; eppure, anche questa realtà da sogno non andava bene. Non so cos’avrei dato perché fosse rimasta solo fantasia. Per eliminare tutte le mie scelte, per poter riavvolgere il nastro impazzito che erano stati gli ultimi mesi della mia vita. Strinsi i pugni, mentre i miei pensieri volavano a quel folle, a quell’entità sfuggente che era la causa di tutto. Sentii la rabbia traboccare e la pelle lacerarsi. Urlai, la testa buttata all’indietro, gli occhi a fissare il cielo, rabbiosi. Rabbia, risentimento, angoscia, stupore, confusione, incredulità, paura: urlai tutto questo. Avvertii distintamente, e con orrore, la mia pelle solidificarsi sempre di più, mentre il mio corpo cresceva. Vidi le mie mani scurirsi, vidi un dito scomparire, le mie unghie allungarsi e assumere una colorazione argentea, metallica. Sentii qualcosa muoversi tra le scapole, e crescere fino a tendere la pelle allo stremo. Quando tutto finì, grondavo sudore ed ogni più piccola parte del mio corpo urlava di dolore. Sollevai lo sguardo e notai Badass, che troneggiava ancora accanto a me. Il drago atterrò, facendo tremare il terreno, e prese a girarmi intorno.
-Come hai fatto? - chiesi, non del tutto certa di volerlo sapere.
-Ho aspettato semplicemente che il tuo sonno si appesantisse. Ho cominciato il rito e ho sperato che riuscisse- mi rivelò con voce cauta. Non sembrava sicuro di volermelo dire.
-Sperato?! C’era la possibilità che non funzionasse?- sbigottita, riflettevo.
-Sì. Se ci avessi impiegato troppo o se il tuo corpo avesse rifiutato la trasformazione, avremmo finito col dissanguarci entrambi- la sua voce era chiara, ma fievole. Non sembrava contento della mia curiosità, ma non osava non rispondere.
-Quindi hai rischiato la tua vita...- esclamai, senza fiato. Era strano rendersi conto che una bestia ti aveva dimostrato tutta questa fedeltà. Si limitò ad annuire.
-Ma... perché? - continuai, ora confusa.
-E me lo chiedi? - mi rispose, guardandomi negli occhi con il peso di tutti i suoi anni che improvvisamente tornava a colpirmi. Abissale, incolmabile, la differenza tra le nostre due esistenze. In momenti come questo mi rendevo davvero conto di quanto per lui fosse tutto scontato. Era obbligato a pazientare nonostante per lui fosse tutto già visto e rivisto. Ogni emozione, ogni brivido, ogni possibilità dell’esistenza lui l’aveva vissuta.
Sospirai, afflitta dal senso di inadeguatezza. Lui continuava a studiarmi, lo sguardo che gradualmente perdeva la pesantezza acquisita poco prima. Attesi sin quando, finalmente, si fermò. Aspettai il suo giudizio, fremendo dalla voglia di riscattarmi.
-C’ è molto lavoro da fare- cominciò -Sei ancora piccola per la tua età. Le ali sono pronte ad uscire, ma non hanno ancora lacerato la pelle. In circostante diverse, un cucciolo di drago prova a volare una settimana dopo essere uscito dall’uovo, quindi capisci quanto questo sia strano. Gli artigli sono nella norma, alle scaglie manca poco. Non sono dure né brillanti come dovrebbero, ma in breve lo diverranno-
Ci rimasi male. Mi sentivo ancora più inadatta, incompleta. La speranza di essere speciale era morta, insieme all’entusiasmo di potergli mostrare qualcosa di nuovo. Dovevo fare di meglio. Accettai il suo giudizio senza chinare il capo; volevo e potevo migliorare.
-Bene. Cominciamo subito- m’incitò con la sua voce rassicurante.
‘Voglio volare al più presto’ pensai, sentendo il corpo fremere alla sola idea.
-Sei sicura? - chiese lui, divertito. Feci per rispondere, poi mi resi conto di cos’era successo. Avevo pensato nella sua testa, letteralmente. Come lui aveva fatto poco prima.
-Sì. Voglio sapere com’è il corpo. Ora è incompleto- risposi, ringalluzzita.
-Capisco- rispose, annuendo tra sé.
Lessi una strana apprensione nei suoi occhi, ma non vi badai. Il mio maestro si alzò in volo e si allontanò. Ci allenammo. Io imparavo a muovermi, a conoscere il mio corpo, a riconoscere ciò che mi circondava con i miei nuovi arti. Badass imparava a conoscere me, a capire come incoraggiarmi, come spiegarsi, come rimproverarmi.
Non sbilanciarti!
Rallenta se senti che ti manca l’equilibrio!
Attenta agli artigli, per tutte le corna di drago! Finirai per spezzarteli.
-La coda! Ti è spuntata la coda! -
Frenammo entrambi. Voltai il muso e la vidi. Lunga, nera -come anche il resto del mio corpo- e sinuosa. La sentii, improvvisamente mia ma ancora sconosciuta. Era a tutti gli effetti una parte del mio corpo. La mossi un paio di volte. Avvertii lo spostamento d’ aria, e quando sfiorai il terreno sentii la durezza della terra, in modo così strano che non riuscivo neanche bene a comprenderlo. Girai su me stessa -un po’ come fanno i cani- per cercare di vederla meglio e finii con l’inciamparvi sopra. Caddi e il drago vicino a me scoppiò in una sonora risata. Lo guardai sorpresa: era la prima risata che ero riuscita a strappargli da quando l’avevo incontrato. Poco dopo lo imitai e quando mi aiutò a rialzarmi ci sorridemmo a vicenda. Fu strano vedere un sorriso da drago: la mia parte umana l’avrebbe interpretato come un ghigno animale, una minaccia; la mia parte animale però lo percepiva distintamente come un sorriso. Dopo quel momento, nessuno dei due ebbe più la possibilità di scambiarsi anche solo una battuta.
Dopo ben tre ore di allenamento, tremante, caddi a terra. La polvere si sollevò in grosse volute e io starnutii. Il mio respiro pesante, le gocce di sudore che permeavano le mie scaglie e i miei occhi chiusi per la stanchezza dovevano aver smosso la pietà -alquanto scarsa- del mio maestro.
-Per oggi può bastare- finì col dire.
Grazie’ ribattei, a metà tra il sarcastico e il grato.
-Hai imparato anche ad inviare i tuoi pensieri a quanto vedo. E le tue sensazioni...- un brivido gli scosse il corpo. Sbuffò e mi lanciò un’occhiataccia: -Evita, cortesemente-
Interruppi il flusso di sensazioni, creatosi senza che me ne rendessi conto.
‘Volevo solo ringraziarti
-Ed infatti è così che funziona. Come drago, la volontà è tutto ciò che ti serve-
-Odio quando mi leggi nel pensiero- borbottai con voce rauca.
-E io odio quando borbotti. Ora ritrasformati, altrimenti non riuscirai ad alzarti domani-
-Che peccato...- commentai, un mezzo sorriso esausto sul muso. Pian piano, il mio corpo tornò quello di prima: tratti infantili, occhi scuri, corpo esile e onde di capelli scuri, un po’ arruffati. Mi guardi intorno, alla ricerca del mio elastico e quando finalmente lo trovai feci una smorfia: era a terra, praticamente distrutto e ormai inservibile. Tentai di fare un passo avanti per recuperarlo, ma le gambe mi cedettero. Mentre già sentivo il sapore della terra in bocca, due grosse braccia mi sorressero. Quelle stesse braccia mi aiutarono a sollevarmi e a mettermi in piedi. Circondai il collo del Maestro con un braccio e con lui tornai a casa.
Grazie di tutto, draugr’.

◘ Citazione del Giorno ◘ #339

Quando devi scegliere tra due mali, scegli quello che ti permette di salvare le persone che ami.

(Allegiant, Veronika Roth)

giovedì 20 luglio 2017

◘ Citazione del Giorno ◘ #338

Fare un sacrificio non vuol dire rinunciare alla vita di un'altra persona... quello è un puro atto di malvagità.

(Allegiant, Veronika Roth)

Costanza, voglio il divorzio!


Costanza: -Ma non siamo neanche mai state sposate!-
??: -Ma sento sempre parlare di te! Sei stressante, oppressiva, e hai messo tutti quelli che amavo contro di me!-
Costanza: -Non è colpa mia se tutti mi amano! Sono come PewDiePie!-
???: -Peccato che tu non faccia ridere neanche un pò.-
Costanza: -Questa è una cosa che abbiamo in comune.-
???: -Al massimo, l'unica. E comunque, io faccio ridere. Quando voglio-

~ Chiedo scusa a tutte le persone che si chiamano 'Costanza' per il gioco di parole che mi sono concessa. Le idee che vengono col caldo. ~
Scommetto che tutti, prima o poi, abbiate avuto una conversazione del genere. Non tale e quale a questa, magari, ma molto simile per temi e problemi che ne conseguono, probabilmente sì. 
Eccetto forse per le persone che sanno essere costanti, si intende. 
Tra gli innumerevoli difetti che mi sono stati affibbiati, nel corso degli anni, ce n'è uno con cui mi trovo a dover essere d'accordo. Ovvero l'assenza più assoluta e radicale di costanza. L'incapacità patologica di cominciare qualcosa e portarla avanti con regolarità. 
Che sia una sindrome, un'eredità genetica, un difetto congenito o semplice pigrizia, so di non essere l'unica ad essere affetta da questo problema. E la cosa in se e per se non sarebbe neanche particolarmente problematica se non fosse per le conseguenze disastrose che si porta dietro.

-Inaffidabile!: una volta va bene, due si può ancora fare, ma alla terza non si scappa. Verremo inquadrati per sempre come degli inconcludenti e nessuno vorrà mai fai fare qualcosa con coi, se a lungo termine. Probabilmente.

-MaCiTenevoCosìTantooo: pur essendo un problema, a volte può essere un elemento chiarificatore. Le persone patologicamente incapaci di portare avanti qualcosa, infatti, si rendono spesso conto di cosa ha davvero significato per loro perché, miracolosamente, qualcosa riescono a portarlo avanti. Non regolarmente, non come vorrebbero, non come gli altri dicono che dovrebbero, ma lo portano avanti. 

-Domani lo faccio: per le cose importanti -e soprattutto con una scadenza- un simile difetto porta spesso e volentieri a drammi (esistenziali e non) di variabile entità. 
Devi fare un progetto lungo tre mesi e sai di doverlo consegnare il dato giorno del dato mese? Puoi scommetterci che, nel caso in cui davvero lo finirai, tre quarti del lavoro l'avrai fatto tra il terzultimo e l'ultimo giorno della consegna. You're my hero.


Sì, insomma. Un disastro.
Oppure no?

In effetti, essere poco costanti può essere un problema non da poco. Ma il cervello umano funziona in modo strano (lo si capisce anche vedendo iZombie) e quindi, alla veneranda età di diciannove anni, posso confermarvelo: essere poco costanti non è la fine del mondo. E' solo un modo diverso di essere. Un modo di essere che porta non pochi problemi, non c'è dubbio, ma che porta anche i suoi benefici.

-Colpi di Genio: da scrittrice e da persone con un'indole estremamente creativa in generale, devo ammettere che il mio cervello disorganizzato e casinista spesso e volentieri mi sorprende in modo molto positivo. Una sera, ad esempio, sentendomi particolarmente abbattuta, andai a cercare su internet 'vite straordinarie' e trovai una serie di storie e di video di persone che avevano rivoluzionato le loro storie in maniera straordinaria. Tanto mi bastò a sentirmi totalmente diversa: di nuovo padrona di me, cominciai a pensare e piano piano presi una decisione su una questione molto importante che fino a poco prima mi sembrava irrisolvibile. Una piccola magia che mi cambiò la giornata, ma che ha cambiato anche il mio futuro.

-Il Mondo è Mio!: un cervello disorganizzato si annoia facilmente. O almeno, il mio è così. Questo lo spinge a diventare sempre più iperattivo fin quando, in qualche modo, io non riesco a trovare qualcosa di così interessante da poterlo calmare. E' come avere un cucciolo in testa che ti assilla finché non gli lanci la pallina. Ma questo mi aiuta a rendere le giornate nuove, interessanti, degne di essere di vissute. Tanto che andare a dormire è quasi un peccato.

-Brutto sei e Brutto rimani: Per una persona poco costante riuscire a fare qualcosa con una similregolarità è praticamente un miracolo. Io ho delle routine, ma non sono mai esattamente identiche. A costo di lavarmi prima i denti e poi sciacquarmi la faccia, finisco sempre per variare qualcosa. E questo mi aiuta molto nel distinguere chi e cosa mi piace o meno. Posso tentare di farmi piacere qualcuno fino allo sfinimento... ma il mio cervello continuerà a sbadigliare e a farmi dire cose imbarazzanti fino a quando non prenderò provvedimenti. Non si scappa.

Riassumendo

Il mondo è bello perché è vario. E questo non vale solo per le qualità che piacciono a tutti, ma anche per quelle che non piacciono a nessuno. Se non ci fossero gli stronzi a questo mondo, non avremmo niente di cui lamentarci. E per noi italiani sarebbe una disgrazia non da poco! Apprezziamoci e cerchiamo di distinguere i nostri punti forti. Il peggio che possiamo fare è arrenderci. Per tutto il resto c'è sempre una soluzione.
Ho trovato il modo anche di farvi la morale, alla fine. Niente male, eh?

Laila

Chi non muore si rivede!

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E' passato quasi un lungo anno dall'ultima volta che ho scritto sul blog. Ma vi avevo fatto un promessa. Ve lo ricordate?
Scommetto di no. 

E' uno screen ritagliato con Paint. Già, ringraziamo tutti il buon vecchio Paint, che ancora riesce a servire a qualcosa. Di utile, intendo.
Queste furono le mie parole di commiato nel lontano 30 agosto 2016. (E' il post prima di questo, potete controllare se volete). Ebbene, oggi sono qui per mantenere quella promessa!

Una Doverosa Premessa

L'anno passato è stato lungo e pieno di cambiamenti. Studi finiti, il lavoro, il cambio di vita, progetti per il futuro grandi e grandiosi. Insomma, un sacco di roba da fare. Quindi il blog -lo ammetto- non mi è passato neanche per l'anticamera del cervello. Anzi, vi dirò di più: non ho neanche scritto così tanto di mio. E questo è stato un peccato.
Ma oggi guardiamo al FUTURO, signore e signori!
E' quindi che vi annuncio con grande gioia che... il blog tornerà attivo da oggi stesso! E che sono tornata sul web più attiva e reattiva di prima!

Avvertiamo la Gentile Clientela

Come qualcuno di voi sai -e qualcuno non ancora, ma presto rimedierà- non sono un asso di costanza. Tutt'altro. Quindi non aspettatevi montagne di post o liste infinite di progetti portati avanti. Quest'anno faremo tutto puntando molto al concreto. Cerchiamo di rimanere su un piano di "fattibilità", così ci divertiamo di più. 

Concludiamo, che sta diventando noioso.

Con la musica di Sword Art Online in sottofondo (lo sta recuperando mia sorella da telefono, ma siamo costretti ad ascoltarlo tutti perché la democrazia dentro casa funziona poco) vi saluto e vi auguro una calda estate, sperando di portarvi contenuti nuovi e di riuscire a condividere con voi tutto ciò che ho visto e letto nel periodo in cui sono mancata. 
Che poco non è.

Au revoir!
Laila