Buonsalve,signori e signori!
Non troppo tempo fa ho visto "Il Racconto dei Racconti", un film che mi aveva incuriosito moltissimo sin da quando ne avevano annunciato l'uscita. Poi ne aveva parlato Synergo -che, come è noto a chi lo segue, non apprezza particolarmente il fantasy (<--- Eccovi un ottimo esempio di 'eufemismo') - e soprattutto ne aveva parlato bene. Non ho quindi potuto fare a meno di metterci sopra le zampe -e gli occhi- appena ho potuto.
Regista: Matteo Garrone
Durata: 125 min
Anno d' Uscita: 2015
Soggetto: Giambattista Basile (Lo Cunto de li Cunti)
Il buon vecchio Garrone -ammesso che l'idea di base sia stata sua- ha ripescato una vecchia gloria barocca (yep, Lo Cunto de li Cunti è datato 1600!), di origini napoletane e tra i vari racconti (tra cui quello di Cenerentola, che in realtà si chiamava Zezzolla. Sì, ho riso tantissimo anch'io nel scoprire ciò) ne ha scelti tre. Probabilmente i più spettacolari. O forse i più sanguinari. Difficile da dirlo, non avendo letto il libro. Cosa che però farò a breve perché ho scoperto che la biblioteca della mia città funziona a dovere. *Risata*
Ma parliamo del film. Il film è bello. E per 'bello' io intendo che è riuscito a fare le seguenti cose:
1) Intrattenere. Che è fondamentalmente uno degli scopi principali dei cosiddetti "mezzi d'intrattenimento".
2) Raccontare. Sì, sembra quasi che io stia esageratamente sfruttando il titolo del film per parlarne ma, ehi, this is the life. E il film riesce proprio a farci seguire le tre vicende in contemporanea, saltando dall'una all'altra senza mai annoiare, stancare o confondere. E questo già non è poco. Un po' come in Cloud Atlas, altro film che ammmo.
3) Far Immergere. Che sia per i meravigliosi paesaggi (ci sono alcuni frame che varrebbero la visione dell'intero film), per le musiche sublimi o perché il film è semplicemente fatto bene, ma ho passato due ore a fissare lo schermo, emozionandomi senza mai stancarmi. Colpa anche forse delle ambientazioni medieval-fantasione che sono fondamentalmente le mie preferite.
4) Sorprendere. Ci tengo molto a fare il focus su quest'aspetto: è ormai abituale dire "non c'è più niente di nuovo" o "non c'è più nulla da inventare" o cose simili. Si è quindi ormai abituati a pensare che non si sia più in grado di creare qualcosa di nuovo semplicemente perché si ha l'impressione di aver già visto tutto. Sorvolando ora sul fatto che Garrone ha fatto una cosa piuttosto bella; ha preso qualcosa di vecchio -quattrocento anni non son mica pochi!- e l'ha usato come base per creare qualcosa di nuovo. Ma la domanda che mi pongo io, e che vorrei porgere anche a voi è: come possiamo dire che qualcosa che non esiste è stato ideato? Per farmi capire: prima che fosse inventata, qualcuno sapeva forse dell'esistenza della mongolfiera? O del telefono? Della radio? Del computer? Del reggiseno?
Ora. Il gusto personale è fondamentale e sacrosanto, e sinceramente non conosco l'opinione del pubblico in merito a questo 'Il Racconto dei Racconti'. Sì, vivo leggermente fuori da queste cose. Perché mi piace scoprire le cose da me e parlarne con chi mi è vicino, piuttosto che farmi il sangue amaro leggendo di una marea di persone che -esattamente come me- non sanno niente di cinema e ne parlano come se fossero dei critici o degli esperti. Cosa che non sono. Questo non significa certo che un appassionato ne debba per forza sapere di meno rispetto ad un critico -laddove i due ruoli non coincidano- ma è pur sempre vero che su internet, la maggior parte del tempo, non sappiamo nulla di chi scrive/parla. Quindi... amen! Ho amato questo film dall'inizio alla fine e in ogni suo aspetto. Anche la parte più brutale l'ho apprezzata, e forse è proprio uno dei punti forti di questo film. E per la cronaca: Viola mi sta sulle palle a livelli allarmanti. Tantissimo. Troppissimo. Non perché non l'abbia capita, o perché non abbia senso ciò che ha fatto. Per carità, chi sono io per giudicare. Ma ha fatto più strage lei che la regina sciroccata. Non che Dora sia meglio, per inciso.
In effetti...
Ora che ci penso mi rendo conto che i personaggi principali delle tre vicende sono estremamente negativi. Nel senso che fanno più danni loro che Mrs Fletcher. E forse questo loro essere egoisti e sbagliare, ma continuare ad andare avanti me li ha resi così familiari ed apprezzabili.
Per concludere...
Il Racconti dei Racconti è un film crudo, visivamente pieno, che diverte, spaventa e meraviglia in egual misura. Io lo consiglio a tutti, ma sono sicura che 'Tutti' non mi darà ascolto.
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